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....Negli anni settanta viene costituita una Holding
quotata in Borsa dal 1986: la fotografia attuale della Società è quella di
un Gruppo con 5 Società operative in Italia e in Germania, oltre1.300
miliardi di fatturato consolidato, 2.500 dipendenti, oltre 40.000 unità
prodotte all'anno, una realtà che, in termini operativi, si traduce nella
capacità di offrire ai costruttori il ciclo completo di realizzazione di
un nuovo veicolo o singoli servizi specifici delle fasi di design,
sviluppo tecnico e produzione di autovetture. È importante sottolineare
come l'evoluzione della Pininfarina sia avvenuta senza stravolgimenti,
pensata e voluta nel segno di una continuità consapevole delle proprie
radici e attenta alla cultura del prodotto e della sua qualità. Anche per questo motivo, col passare degli anni e col
crearsi di fatto di una storia e di una tradizione Pininfarina, si è
sentita la necessità di uno spazio dove poter "leggere" attraverso i
prodotti più significativi i momenti importanti del divenire della
Società. Tuttavia, nel frattempo, molte delle creazioni Pininfarina erano
già entrate a far parte di prestigiose collezioni di privati come Bob Lee
negli Stati Uniti, Shiro Kosaka in Giappone, Jacques Swater in Belgio, e
di musei nazionali e internazionali. |
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....Fra questi ultimi, per citarne alcuni, il MOMA di New
York ospita una Cisitalia 202 Berlinetta; il Museo dei Trasporti di
Lucerna ospita la PF Sigma, prototipo di ricerca dei primi anni '60,
antesignano nel settore della sicurezza; il Museo di Le Mans espone la
spettacolare Dino Berlinetta Speciale del '65; al Museo Audi si trova il
prototipo Quarz; il Museo dell'Automobile di Torino espone diverse
Ferrari, le Lancia D24 e B20; al Centro Storico Fiat, ai musei Lancia,
Alfa Romeo, Peugeot di Mulhouse, alla Galleria Ferrari di Maranello si
trovano tanti frutti delle nostre lunghe collaborazioni con queste case
automobilistiche. ....Era dunque giunto il momento
di recuperare e, ove necessario, di restaurare alcuni fra i modelli più
significativi del passato; in parallelo si è colto lo spunto dalla
creazione negli anni '80 di una nuova Società, la Pininfarina Studi e
Ricerche, per dar vita a uno spazio dedicato alla Collezione Pininfarina,
che senza pretese museali e senza intenti autocelebrativi, restituisse
alla società sia il filo della memoria che il racconto del futuro,
attraverso la sistematica conservazione delle più significative vetture a
venire. In fondo l'idea era quella di creare un motivo conduttore che
collegasse le tappe del passato proiettandole nel domani, con lo spirito
prospettico tipico di un'azienda come la nostra, dalla matrice
eminentemente innovativa e creativa. Oggi, a distanza di vent'anni la
nostra Collezione consta di una cinquantina di capisaldi dal 1936
all'attualità, esposti a rotazione, in uno spazio volutamente contenuto
per privilegiare la qualità degli oggetti esposti, piuttosto che la
quantità: non si tratta quindi di un'esposizione intesa come "opera
omnia", ma di una selezione di vetture storiche, pezzi unici o prodotti in
piccola serie, vetture di più grande serie, modelli di stile e prototipi
di ricerca. Ogni vettura ha un suo significato, creativo, tecnico,
industriale, anche sentimentale.
....Qualche esempio: la Lancia Astura Bocca Cabriolet del
1936 simboleggia l'eleganza e la qualità costruttiva delle automobili del
primo periodo della Società; la Cisitalia 202 Berlinetta del 1947
rappresenta il segno della consacrazione internazionale del Fondatore come
designer ed è stata la prima vettura al mondo a entrare a far parte
permanentemente di un Museo d'Arte Moderna, il MOMA di New York; la Lancia
Florida II del 1957 fu, al di là dei suoi eccezionali contenuti di design,
la vettura personale del Fondatore, che qui mi piacerebbe chiamare "mio
nonno", per quasi dieci anni, fino alla sua scomparsa; l'Alfa Romeo
Giulietta Spider del 1954 è la vettura che più di ogni altra rappresenta
lo spartiacque fra il passato artigiano e il presente industriale della
Società; la Ferrari 250 GT berlinetta a passo corto del 1959 è
considerabile come “La Ferrari” per antonomasia, automobile simbolo di
sportività ed eleganza senza tempo; il prototipo Mythos dell'89
rappresenta una sfida creativa coraggiosa vinta al Salone di Tokyo del
1989; le vetture del progetto Ethos insieme a Eta Beta e a Metrocubo sono
l'esempio di come può essere ripensata l'automobile del futuro; la
“rossa”, realizzata nel 2000 per celebrare i 70 anni di attività,
interpreta ed evolve alcuni temi forti del lungo connubio
Ferrari-Pininfarina, in particolare le spider da competizione degli anni
’50; infine Osée, prototipo di ricerca, realizzato per la prima volta su
base meccanica Citroën, è uno studio formale che sviluppa un tema, quello
della vettura sportiva pura a motore centrale, inedito per la Casa
francese. ....L'area della Collezione Pininfarina è corredata di
materiale iconografico illustrativo dei progetti, degli stabilimenti, dei
personaggi, degli eventi più significativi della Società e costituisce
quindi un valido supporto documentario nella comunicazione ai visitatori
dei settantanni di design, ricerca e produzione Pininfarina. Questo non
faccia pensare al classico luogo museale statico e un po’, come spesso
purtroppo accade, stantio e polveroso. Al contrario la vita della nostra
Collezione è mobile e dinamica. La rotazione delle auto non è infatti solo
legata alle inevitabili necessità di manutenzione statica e dinamica dei
modelli e alla volontà di rinnovare periodicamente il messaggio
espositivo; è anche una risposta alle continue richieste di partecipazione
a iniziative culturali sul design, e su quello dell'auto in particolare,
che vengono da tutto il mondo.
....Oltre alle numerose presenze dei modelli a
manifestazioni di auto d'epoca e Concorsi di Eleganza quali Concorso
Italiano di Carmel e Pebble Beach negli Stati Uniti, Bagatelle in Francia,
Palais Het Loo in Olanda, Villa d'Este in Italia, basta ricordare la
Mostra di Montreal al Musée des Beaux Arts nel 1995, in cui il progetto
Ethos, chiamato a rappresentare il futuro dell'automobile, veniva indagato
in tutti i suoi aspetti creativi, tecnici e industriali; o la Mostra del
1996 presso l'Art Centre di Seoul, in Corea, che vedeva accanto alle tappe
significative della storia Pininfarina, gli studi e i modelli dei progetti
sul moto e sulla meccanica di Leonardo da Vinci; o ancora l’esposizione
alla Triennale di Milano nel 2000 dove il design industriale ha
rappresentato il linguaggio della differenza presente in ogni prodotto, da
un’automobile come Metrocubo, a un orologio: cambia la tipologia, aumenta
e diminuisce la dimensione, ma rimane immutato il modello progettuale
Pininfarina nel segno della ricerca e dell’innovazione. Un'ultima
considerazione: guardiamo alla nostra Collezione con orgoglio ma senza
inutili autocompiacimenti. Al contrario il passato funge da stimolo e da
incoraggiamento nell'impegno quotidiano per il progresso tecnico ed
estetico di un oggetto così giovane e pieno di potenzialità come è ancora
oggi l'automobile. Lorenza Pininfarina
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