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La collezione Pininfarina


Una collezione storica che guarda al futuro

....A Torino, il 22 maggio 1930, viene fondata la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina. Dal genio del fondatore Pinin nascono vetture speciali per clienti singoli altrettanto speciali, pezzi unici eccellenti per contenuti stilistici, innovazione e qualità costruttiva: alcuni diventano pietre miliari nella storia del design automobilistico e contribuiscono a conferire all'immagine del made in Italy nel mondo un assetto definitivo e permanente. Il passaggio della Società dalla dimensione artigianale a quella industriale iniziato già dagli anni quaranta, si compie negli anni cinquanta con l'avvento della motorizzazione di massa. La Pininfarina, attraverso successive tappe evolutive, già da allora si rivolge stabilmente alla collaborazione con i maggiori costruttori automobilistici italiani e internazionali.
....Alle attività creative viene dedicato un centro indipendente di design; nell'area della ricerca si costruisce una Galleria del Vento in scala naturale, la prima in Italia e una delle poche allora al mondo; nell'ambito delle attività legate allo sviluppo tecnico la Società si dota delle tecnologie più avanzate per la progettazione automatizzata delle carrozzerie; attraverso l'operatività di nuovi stabilimenti passa definitivamente alla produzione di serie.

....Negli anni settanta viene costituita una Holding quotata in Borsa dal 1986: la fotografia attuale della Società è quella di un Gruppo con 5 Società operative in Italia e in Germania, oltre1.300 miliardi di fatturato consolidato, 2.500 dipendenti, oltre 40.000 unità prodotte all'anno, una realtà che, in termini operativi, si traduce nella capacità di offrire ai costruttori il ciclo completo di realizzazione di un nuovo veicolo o singoli servizi specifici delle fasi di design, sviluppo tecnico e produzione di autovetture. è importante sottolineare come l'evoluzione della Pininfarina sia avvenuta senza stravolgimenti, pensata e voluta nel segno di una continuità consapevole delle proprie radici e attenta alla cultura del prodotto e della sua qualità. Anche per questo motivo, col passare degli anni e col crearsi di fatto di una storia e di una tradizione Pininfarina, si è sentita la necessità di uno spazio dove poter "leggere" attraverso i prodotti più significativi i momenti importanti del divenire della Società. Tuttavia, nel frattempo, molte delle creazioni Pininfarina erano già entrate a far parte di prestigiose collezioni di privati come Bob Lee negli Stati Uniti, Shiro Kosaka in Giappone, Jacques Swater in Belgio, e di musei nazionali e internazionali.

....Fra questi ultimi, per citarne alcuni, il MOMA di New York ospita una Cisitalia 202 Berlinetta; il Museo dei Trasporti di Lucerna ospita la PF Sigma, prototipo di ricerca dei primi anni '60, antesignano nel settore della sicurezza; il Museo di Le Mans espone la spettacolare Dino Berlinetta Speciale del '65; al Museo Audi si trova il prototipo Quarz; il Museo dell'Automobile di Torino espone diverse Ferrari, le Lancia D24 e B20; al Centro Storico Fiat, ai musei Lancia, Alfa Romeo, Peugeot di Mulhouse, alla Galleria Ferrari di Maranello si trovano tanti frutti delle nostre lunghe collaborazioni con queste case automobilistiche.
....Era dunque giunto il momento di recuperare e, ove necessario, di restaurare alcuni fra i modelli più significativi del passato; in parallelo si è colto lo spunto dalla creazione negli anni '80 di una nuova Società, la Pininfarina Studi e Ricerche, per dar vita a uno spazio dedicato alla Collezione Pininfarina, che senza pretese museali e senza intenti autocelebrativi, restituisse alla società sia il filo della memoria che il racconto del futuro, attraverso la sistematica conservazione delle più significative vetture a venire. In fondo l'idea era quella di creare un motivo conduttore che collegasse le tappe del passato proiettandole nel domani, con lo spirito prospettico tipico di un'azienda come la nostra, dalla matrice eminentemente innovativa e creativa. Oggi, a distanza di vent'anni la nostra Collezione consta di una cinquantina di capisaldi dal 1936 all'attualità, esposti a rotazione, in uno spazio volutamente contenuto per privilegiare la qualità degli oggetti esposti, piuttosto che la quantità: non si tratta quindi di un'esposizione intesa come "opera omnia", ma di una selezione di vetture storiche, pezzi unici o prodotti in piccola serie, vetture di più grande serie, modelli di stile e prototipi di ricerca. Ogni vettura ha un suo significato, creativo, tecnico, industriale, anche sentimentale.
....Qualche esempio: la Lancia Astura Bocca Cabriolet del 1936 simboleggia l'eleganza e la qualità costruttiva delle automobili del primo periodo della Società; la Cisitalia 202 Berlinetta del 1947 rappresenta il segno della consacrazione internazionale del Fondatore come designer ed è stata la prima vettura al mondo a entrare a far parte permanentemente di un Museo d'Arte Moderna, il MOMA di New York; la Lancia Florida II del 1957 fu, al di là dei suoi eccezionali contenuti di design, la vettura personale del Fondatore, che qui mi piacerebbe chiamare "mio nonno", per quasi dieci anni, fino alla sua scomparsa; l'Alfa Romeo Giulietta Spider del 1954 è la vettura che più di ogni altra rappresenta lo spartiacque fra il passato artigiano e il presente industriale della Società; la Ferrari 250 GT berlinetta a passo corto del 1959 è considerabile come ´La Ferrari´ per antonomasia, automobile simbolo di sportività ed eleganza senza tempo; il prototipo Mythos dell'89 rappresenta una sfida creativa coraggiosa vinta al Salone di Tokyo del 1989; le vetture del progetto Ethos insieme a Eta Beta e a Metrocubo sono l'esempio di come può essere ripensata l'automobile del futuro; la ´rossa´, realizzata nel 2000 per celebrare i 70 anni di attività, interpreta ed evolve alcuni temi forti del lungo connubio Ferrari-Pininfarina, in particolare le spider da competizione degli anni ´50; infine Osèe, prototipo di ricerca, realizzato per la prima volta su base meccanica Citroen, è uno studio formale che sviluppa un tema, quello della vettura sportiva pura a motore centrale, inedito per la Casa francese.
....L'area della Collezione Pininfarina è corredata di materiale iconografico illustrativo dei progetti, degli stabilimenti, dei personaggi, degli eventi più significativi della Società e costituisce quindi un valido supporto documentario nella comunicazione ai visitatori dei settantanni di design, ricerca e produzione Pininfarina. Questo non faccia pensare al classico luogo museale statico e un po´, come spesso purtroppo accade, stantio e polveroso. Al contrario la vita della nostra Collezione è mobile e dinamica. La rotazione delle auto non è infatti solo legata alle inevitabili necessità di manutenzione statica e dinamica dei modelli e alla volontà di rinnovare periodicamente il messaggio espositivo; è anche una risposta alle continue richieste di partecipazione a iniziative culturali sul design, e su quello dell'auto in particolare, che vengono da tutto il mondo.
....Oltre alle numerose presenze dei modelli a manifestazioni di auto d'epoca e Concorsi di Eleganza quali Concorso Italiano di Carmel e Pebble Beach negli Stati Uniti, Bagatelle in Francia, Palais Het Loo in Olanda, Villa d'Este in Italia, basta ricordare la Mostra di Montreal al Musèe des Beaux Arts nel 1995, in cui il progetto Ethos, chiamato a rappresentare il futuro dell'automobile, veniva indagato in tutti i suoi aspetti creativi, tecnici e industriali; o la Mostra del 1996 presso l'Art Centre di Seoul, in Corea, che vedeva accanto alle tappe significative della storia Pininfarina, gli studi e i modelli dei progetti sul moto e sulla meccanica di Leonardo da Vinci; o ancora l´esposizione alla Triennale di Milano nel 2000 dove il design industriale ha rappresentato il linguaggio della differenza presente in ogni prodotto, da un´automobile come Metrocubo, a un orologio: cambia la tipologia, aumenta e diminuisce la dimensione, ma rimane immutato il modello progettuale Pininfarina nel segno della ricerca e dell´innovazione. Un'ultima considerazione: guardiamo alla nostra Collezione con orgoglio ma senza inutili autocompiacimenti. Al contrario il passato funge da stimolo e da incoraggiamento nell´impegno quotidiano per il progresso tecnico ed estetico di un oggetto cosí giovane e pieno di potenzialità come è ancora oggi l´automobile.
Lorenza Pininfarina

Collezione: dal 1936 al 1960
1936 - Lancia Astura Cabriolet tipo Bocca
1947 - Cisitalia 202
1951 - Nash Hearley Spider
1952 - Alfa Romeo 1900 Sprint Coupé
1954 - Lancia Aurelia B24 S
1955 - Alfa Romeo Giulietta Spider
1955 - Peugeot 403
1957 - Lancia Florida II
1959 - Ferrari 250 GT (Short Wheel Base)
1960 - Fiat - Abarth Monoposto da record

Collezione: dal 1960 al 1971
1960 - Pininfarina "X"
1963 - Chevrolet Corvette "Rondine"
1967 - Dino 206 Competizione
1968 - BLMC 1100
1968 - Ferrari P6
1969 - Peugeot 504 Coupé
1969 - Peugeot 504 Cabriolet
1969 - Sigma Grand Prix
1970 - Ferrari Modulo
1971 - Ferrari Berlinetta Boxer

Collezione: dal 1975 al 1985
1975 - Fiat 130 Opera
1976 - Peugette
1978 - Jaguar XJ Spider
1978 - Ecos
1978 - Studio CNR
1979 - Lancia Beta Montecarlo Turbo
1983 - Pininfarina Coupé
1983 - Spider Europa "Volumex"
1984 - Honda HP-X
1984 - Peugeot Verve
1985 - Peugeot Griffe 4

Collezione: dal 1986 al 1992
1986 - Alfa Romeo Vivace Coupé e Spider
1986 - Cadillac Allanté
1988 - Lancia Hit
1989 - Ferrari Mythos
1991 - GM Chronos
1992 - Fiat Cinquecento pick-up

Collezione: dal 1992 al 1996
1992 - Ethos
1993 - Ethos 2
1994 - Ethos 3
1994 - Fiat Spunto
1995 - Ferrari F50
1995 - Honda Argento Vivo
1996 - Fiat Sing e Song

Collezione: dal 1996 al 2001
1996 - Etabeta
1996 - Peugeot 406 Coupé
1998 - Alfa Romeo Dardo
1999 - Ferrari 360 Modena
1999 - Fiat Wish
1999 - Metrocubo
2000 - Ferrari "Rossa"
2001 - Citröen Osée
2001 - Ford Start

copyright 2001 PININFARINA Spa - all rights reserved

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